CASA DEL FASCIO


Con casa del Fascio, casa del Littorio, palazzo del Littorio o palazzo Littorio si intendono gli edifici adibiti a sede del Partito Nazionale Fascista durante il ventennio fascista. Dopo l'avvento al potere del fascismo vennero costruiti, come sedi del PNF, edifici ad hoc, se ne calcola che ne vennero realizzate circa 5.000[1], moltissime create ex-novo da architetti del movimento razionalista tra i quali Adalberto LiberaSaverio MuratoriLudovico QuaroniGiuseppe Samonà e Giuseppe Terragni.
La casa del Fascio, nelle successive città di fondazione, divenne un elemento irrinunciabile dei borghi di fondazione, assieme alla chiesa, e al municipio, in quelli destinati a essere eletti a comune.

Durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana alcune diventarono sedi del Partito Fascista Repubblicano (1943-1945), erede del Partito Nazionale Fascista.
Nel secondo dopoguerra, tali immobili furono devoluti allo Stato per effetto delle disposizioni contenute nell'articolo 38 del DLL 27 luglio 1944, n. 159, recante "Sanzioni contro il fascismo".